Saluto all’Amministrazione comunale di Cisterna di Latina in occasione della Visita Pastorale

22-10-2026

SALUTO

ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI CISTERNA DI LATINA

in occasione della Visita Pastorale

Giovedì 22 ottobre 2026

✠ Mariano Crociata

Rivolgo il mio cordiale saluto al sindaco di Cisterna di Latina, dott. Valentino Mantini, e con lui ai membri della Giunta, al presidente del Consiglio Comunale, a tutti i consiglieri e a quanti sono intervenuti stamattina a questo incontro.

Sento di esprimere profonda gratitudine per l’invito che mi è stato rivolto a intervenire in questa che è la sede più alta e rappresentativa della città di Cisterna e di tutti i suoi cittadini. Lo considero un onore e un atto di grande attenzione al servizio del vescovo.

La Visita Pastorale del vescovo è stata l’occasione che ha dato luogo a questo invito. La sua finalità è eminentemente pastorale, cioè volta a rianimare e rafforzare la vita cristiana dei fedeli cattolici e delle comunità parrocchiali nelle quali esse si raccolgono e coltivano la loro fede. Questa finalità propriamente pastorale è di per sé aperta a tutta la città, non solo per il gran numero di fedeli che essa abbraccia, ma anche per il ruolo che essi svolgono nella vita quotidiana, di famiglia e di lavoro, come pure nelle istituzioni e nei tanti luoghi in cui i cittadini si associano per coltivare interessi, cultura, relazioni sociali.

In questo modo la comunità dei credenti appare intimamente intrecciata con la vita della città, in uno scambio reciproco che arricchisce l’una e l’altra. In questo intreccio va tenuta ferma la distinzione delle competenze e delle responsabilità. La Chiesa non ha certo il compito di insegnare come amministrare la città a chi ne abbia la responsabilità, né chi ha questa responsabilità ha il compito di indicare a sua volta alla Chiesa come si deve svolgere la missione pastorale. Nell’autonomia dei rispettivi ambiti di competenza deve valere piuttosto quello spirito di collaborazione che consenta a tutti i cittadini di ricevere il maggiore beneficio dal governo della città e dal servizio pastorale della Chiesa.

In questo senso devo esprimere soddisfazione e gratitudine, anche per averlo sperimentato a più riprese di persona (penso in particolare all’evento congiunto prima e ora alla pubblicazione sul sito archeologico di Tres Tabernae), per il clima di reciproca fiducia e di collaborazione che ho sempre riscontrato nel rapporto tra l’amministrazione comunale di Cisterna e le comunità parrocchiali della città. Proprio questo clima mi sollecita ad aggiungere una considerazione con l’intento di rafforzare questo spirito di intesa e di cooperazione.

Dare sostanza a tale spirito richiede, tra le altre, due attenzioni reciproche. Da un lato infatti è necessario che una amministrazione comunale, per quanto dipende da essa, abbia cura che l’esercizio del culto e la pratica religiosa trovino le condizioni adeguate a essere svolti. Le esigenze delle parrocchie sono tante, ma venire incontro ad esse non è mai soltanto sostenere la Chiesa come tale ma aiutare la città tutta e riconoscere il contributo che la presenza ecclesiale garantisce alla collettività. È evidente che questo va compiuto con uno stile laico, proprio di una autorità che riconosce e rispetta tutte le presenze religiose o ideali che la comunità ospita, così che ciascuna di esse possa offrire il proprio contributo specifico. Le condizioni concrete della consistenza maggioritaria della comunità ecclesiale cattolica poi troveranno i modi opportuni per tenere conto delle istanze comuni e delle esigenze specifiche di ciascun gruppo confessionale o ideale.

Su un punto però va posto l’accento. C’è nella dimensione religiosa e ideale un contributo specifico alla vita di tutti nella comunità civile che deve essere non solo considerato, ma anche sostenuto e coltivato. Le religioni, in particolare (e per noi ancora più specificamente nella sua dimensione cristiano cattolica), offrono alla vita della comunità civile tutta un contributo di incalcolabile portata, poiché alimentano quei valori comuni, quella cultura condivisa di cui ogni comunità umana ha bisogno per sentirsi unita, per fare corpo sociale così da crescere insieme e lasciare che singoli, gruppi e l’intera collettività conducano una vita dignitosa e perseguano quegli obiettivi che sono insieme risposta alla ricerca personale o di gruppo e contributo al bene comune. La traduzione politica di questa ispirazione valoriale di fondo non è compito di nessuna religione, ma senza quell’anima qualsiasi azione politica si riduce a mera gestione dell’esistente priva di respiro e di vita vera.

D’altra parte alla Chiesa è chiesto di svolgere la sua missione promuovendo, secondo l’ispirazione del vangelo e della dottrina sociale della Chiesa, quel bene comune tante volte bistrattato in quanto considerato troppo vago e strumentalizzabile. La missione che la Chiesa svolge nella sua azione ordinaria è un contributo decisivo a identificare e perseguire quel bene che è poi il bene di tutti e di ciascuno, nella loro varietà e specificità, in ciò che li caratterizza comunitariamente, soprattutto nella individuazione e nella cura di un progetto condiviso che veda e coinvolga crescita comune e slancio verso il futuro. Sono temi che di questi tempi trovano un’accoglienza tiepida e a volte anche scettica, visto come si vanno configurando gli sviluppi della politica mondiale, e tuttavia proprio gli scenari globali più deprimenti sono frutto dell’individualismo e della chiusura egoistica. Là dove si lavora insieme, si cresce insieme avendo a cuore il bene di tutti e di ciascuno secondo le specificità ma senza perdere di vista la comunità, là le difficoltà si affrontano e si superano, e il cielo del futuro a poco a poco si schiude a una speranza fondata e ragionevole.

In questo la Chiesa svolge la sua missione, fondamentalmente, in tre modi: attraverso l’insegnamento, attraverso la formazione delle persone e la costituzione di comunità in comunione, attraverso il servizio ai poveri e agli ultimi della società. Quando, nel perseguire questi obiettivi, la Chiesa incontra la disponibilità e la collaborazione di altri soggetti, a cominciare dalle istituzioni pubbliche, allora cresce la capacità di arginare il disagio e di accrescere la solidarietà che fa da collante ad una autentica comunità civile. Le esperienze avviate in tal senso in questa città sono il segno rincuorante che un impegno fecondo e corale è possibile. L’auspicio di questo momento è che tali esperienze si affermino, crescano, e facciano nascere nelle nuove generazioni la fiducia nella propria umanità e nella comunità tutta, e con esse la speranza di futuro.

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