Una mostra per ricordare un artista del territorio che alla sua sensibilità creativa non ha mai opposto lo stupore davanti al sacro. Ancora in corso, al Museo Diocesano d’Arte Sacra di Sermoneta, la mostra “Materia e luce del Divino” con i dipinti di Venanzio Manciocchi, nell’ambito della rassegna Dialoghi contemporanei, a cura di Ferruccio Pantalfini e Vincenzo Scozzarella. Questo evento, in realtà, è proposto insieme all’iniziativa Le mani raccontano l’arte, cioè una serie di visite guidate tattili a cura di Deborah Tramentozzi, consulente tiflologa, esperta di arte e guida museale. Le visite guidate (gratuite e su prenotazione) mirano alla comprensione delle opere dell’artista, anche attraverso il tatto, senso che le persone vedenti mettono in secondo piano poiché orientate dalla sola vista. La materia dei dipinti del maestro sarà un canale di conoscenza della sua visione, non solo per le persone disabili della vista, ma anche per i normovedenti che vorranno avvicinarsi al mondo dell’arte attraverso altri occhi, diverse prospettive e canali alternativi.
Le visite sono programmate per il 3, 13, 21 e 28 ottobre dalle 16.00 alle 17.30, l’8 ottobre e il 1° novembre dalle 10.30 alle 12.30. Sarà necessaria la prenotazione o comunicare il proprio interesse e il numero di persone coinvolte alla mail dell’Ufficio Beni culturali (beniculturali@diocesi.latina.it).
Nella sua presentazione al catalogo, il vescovo Mariano Crociata ha spiegato: «Tale evento attesta la dinamicità e il rilievo culturale di un’istituzione che, lungi dal corrispondere allo stereotipo svalutativo che la vorrebbe confinata a semplice custode di un’epoca oramai estinta, rivela al contrario una spiccata attitudine a dialogare con la contemporaneità, figurando quale spazio ideale per la fruizione estetica, il confronto e l’approfondimento. Nel caso specifico, viene nuovamente valorizzata la sinergia tra eredità storica e sperimentalismo artistico attuale, in un binomio che, superando il mero interesse storico-critico, sollecita un’indagine sul cammino del tempo e sull’evoluzione dei linguaggi figurativi di fronte agli interrogativi esistenziali e all’operosità dell’uomo».
Infatti, come hanno spiegato gli organizzatori «l’arte, quando interroga il sacro, non si limita a decorare uno spazio: apre un varco. È questa la premessa sottesa a Dialoghi contemporanei, la rassegna di esposizioni temporanee nata per innescare un cortocircuito fecondo tra il patrimonio antico della collezione permanente del Museo Diocesano d’Arte Sacra di Sermoneta e le sensibilità del nostro tempo. In questo scenario di continua risonanza storica e spirituale, la mostra antologica dedicata a Venanzio Manciocchi offre un ritratto intimo e rigoroso dell’artista, recentemente scomparso, focalizzandosi sulla sua produzione degli ultimi venti anni. Un viaggio espressivo che attinge solo in parte alla natura per spingersi, con radicale coerenza, nei territori della materia pura, della geometria e dell’astrazione».


