Il Consultorio diocesano familiare aderisce al Centro Antiviolenza Minorenni

Continua l’impegno del Consultorio diocesano familiare a tutela dei minori in collaborazione con le istituzioni locali. In questo senso va la firma, di oggi presso la Sala Cambellotti a Latina, del Protocollo d’Intesa per l’adesione della Provincia di Latina al Centro Antiviolenza Minorenni con servizio di accoglienza, ascolto, orientamento e sensibilizzazione per minorenni e adolescenti vittime di reato.

Alla firma hanno preso parte il presidente della Provincia di Latina, Federico Carnevale, la Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, Monica Sansoni, il presidente dell’Associazione per la Famiglia APS, Vincenzo Serra, e l’avvocato Pasquale Lattari, responsabile dell’Ufficio Legale del Consultorio. L’accordo consentirà alla Provincia di Latina di mettere a disposizione spazi presso le sedi provinciali di Latina e Formia, contribuendo al rafforzamento della rete territoriale di tutela e supporto per minorenni e adolescenti vittime di reato e favorendo una presenza ancora più capillare del Centro sul territorio provinciale.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione del Protocollo, lo stesso Vincenzo Serra ha ricordato come il Consultorio “Crescere Insieme” abbia già accumulato un’esperienza pluriennale in questo ambito, portando avanti svariati progetti che spaziano dalla prevenzione e tutela dei minori fino ai percorsi di giustizia riparativa, grazie anche al lavoro di rete costruito negli anni insieme a istituzioni, scuole e associazioni del territorio. «Come Chiesa sentiamo forte la responsabilità di essere vicini alle persone, soprattutto ai più giovani e alle famiglie che attraversano momenti di difficoltà. Da oltre vent’anni il Consultorio Crescere Insieme mette a disposizione professionalità, competenze e servizi per accompagnare le famiglie e sostenere i ragazzi nei loro percorsi di crescita», ha spiegato Vincenzo Serra ribadendo che con questo protocollo «si compie un ulteriore passo avanti grazie a una rete sempre più ampia e strutturata».

Rispetto al progetto del Protocollo, il Centro Antiviolenza Minorenni, sempre Serra ne ha voluto sottolineare il valore innovativo: «Siamo di fronte a un progetto che rappresenta una delle prime esperienze di questo genere in Italia. È un’iniziativa che ci consente di costruire una vera rete di protezione attorno ai ragazzi, offrendo ascolto, sostegno e accompagnamento a chi si trova in situazioni di fragilità. Questo è il valore più importante del lavoro che stiamo portando avanti insieme».

L’avvocato Pasquale Lattari, responsabile dell’Area legale del Consultorio, ha richiamato l’attenzione sulla particolare vulnerabilità delle vittime minorenni e sull’importanza della prevenzione: «Quando si parla di minori vittime di violenza o di reato, spesso ci troviamo di fronte a situazioni che non emergono immediatamente. La paura, il senso di colpa, la vergogna e il timore delle conseguenze portano molti ragazzi a nascondere il proprio disagio e a non chiedere aiuto». Lattari ha sottolineato anche il ruolo fondamentale della rete territoriale nel riconoscere tempestivamente i segnali di sofferenza.

Nel corso dell’incontro il presidente della Provincia Federico Carnevale ha evidenziato l’importanza della collaborazione per affrontare fenomeni che colpiscono sempre più spesso bambini e adolescenti: «Oggi non stiamo semplicemente formalizzando una collaborazione tra enti diversi. Stiamo compiendo un passo concreto verso la costruzione di una rete di protezione e di sostegno dedicata ai più giovani, a coloro che spesso non hanno voce o che troppo spesso non riescono a trovare il coraggio di chiedere aiuto». Carnevale ha sottolineato come la Provincia intenda svolgere un ruolo attivo di raccordo tra le istituzioni e tutti i soggetti impegnati nella tutela dei minori. In questo riveste un ruolo importante il Garante per l’Infanzia e l’adolescenza, guidato da Monica Sansoni: «Questo progetto nasce dall’osservazione diretta di casi concreti di violenza ai danni di minori e dalla consapevolezza che troppo spesso bambini e adolescenti vittime di reato rischiano di rimanere soli. Da qui è nata l’idea di costruire una rete capace di accogliere, ascoltare e accompagnare chi vive situazioni di particolare fragilità». La collaborazione, dunque, è lo strumento più utule per raggiungere un risultato importante come la tutela dei minori.

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