Crociata: «Migranti, l’Europa non rinunci ai suoi valori fondanti»

Il tema dei migranti e del loro trattamento nei paesi in cui si trovano torna al centro della discussione pubblica in questi giorni. In particolare, dopo il voto di giovedì scorso con cui il Parlamento Europeo ha approvato il nuovo Regolamento Ue sui rimpatri, che tra l’altro va a integrare il Patto sulla migrazione e l’asilo recentemente attuato. Tra i vari aspetti, spiega una nota dell’Ufficio Stampa del Parlamento Europeo, le nuove norme stabiliscono che «i cittadini di paesi terzi che ricevono una decisione di rimpatrio dovranno cooperare con le autorità e lasciare il territorio dell’UE; vi è la possibilità di trattenimento per prevenire il rischio di fuga», può essere disposto «l’allontanamento verso territori extra-UE, inclusi i cosiddetti “centri di rimpatrio”, possibile sulla base di un accordo», e anche «regole più severe per le persone che rappresentano un rischio per la sicurezza».

Il vescovo Mariano Crociata

Su questo nuovo Regolamento è intervenuto il vescovo di Latina Mariano Crociata, nella sua qualità di presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea (COMECE), secondo il quale il voto su questo documento «riguarda più della semplice politica migratoria», poiché «solleva una questione più ampia sul tipo di Europa che vogliamo costruire. In questo momento decisivo, l’Europa è chiamata non a rinunciare ai suoi valori fondanti, ma a riaffermarli con coraggio, saggezza e umanità».

Infatti, proseguendo Crociata ha ricordato che «l’Unione Europea nasce dalla convinzione che la dignità umana sia inviolabile e che la solidarietà tra i popoli non rappresenti un ideale opzionale, ma una responsabilità fondamentale. L’Europa non può rivendicare la tutela di questi valori se poi si abitua a vedere il Mediterraneo e l’Atlantico trasformati in cimiteri silenziosi per quanti cercano la salvezza e un futuro per le proprie famiglie».

Al centro dell’intervento di Crociata c’è un richiamo ben preciso alla dignità della persona, anche alla luce degli ultimi pronunciamenti di papa Leone XIV. Ecco perché « ogni persona ha non solo il diritto di chiedere protezione quando la sua vita è minacciata, ma anche il diritto di non essere costretta a lasciare la propria patria a causa di guerra, persecuzione, povertà, corruzione o collasso ambientale», ha rimarcato Crociata rinnovando l’appello «a garantire politiche migratorie e di asilo rimanere saldamente ancorati al rispetto della dignità umana, dei diritti fondamentali, del diritto al chiedere asilo, la tutela dell’unità familiare e un’attenzione speciale ai più vulnerabili. Sicurezza e solidarietà non sono principi opposti; devono avanzare insieme».

 

Credit: Foto di Artur Roman su Pexels

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