La Lampada della pace è arrivata a Latina. Ad accoglierla, il 2 ottobre presso la chiesa di S. Maria Goretti, lo stesso Vicario generale della Diocesi di Latina, don Enrico Scaccia, che l’ha ricevuta dalla rappresentante della Fondazione PerugiAssisi, Gabriella Stramaccioni. Infatti, con questo evento la Diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno ha partecipato al “Giro d’Italia per la Pace”, iniziativa promossa dalla Fondazione PerugiAssisi che dal 21 settembre scorso, Giornata internazionale della pace istituita dall’Onu, sta portando di città in città la Lampada di Assisi. L’incontro di Latina è stato intitolato “Educare alla Cura, costruire la Pace”, così è stato pensato dagli organizzatori, gli Uffici diocesani per la Pastorale sociale, per la Pastorale giovanile e vocazionale, per il Dialogo ecumenico e interreligioso, insieme alla Consulta delle Aggregazioni laicali.
Proprio il direttore dell’Ufficio per la Pastorale sociale, Alessandro Mirabello, richiamando il particolare momento storico, ha introdotto il momento spiegandone il senso: «La Chiesa Pontina ha deciso di puntare sul tema della pace. Soprattutto ha deciso di pensare che questo non sia un’utopia o un tema relegato semplicemente a degli illusi. Ma abbiamo puntato su questo tema perché sappiamo che è l’orizzonte all’interno del quale coltivare la speranza e le azioni di ciascuno di noi. Perché questo sia il primo passo visibile per un ritorno al dialogo e all’ascolto reciproco attraverso il tema della cura. Prendersi cura come primo e irrinunciabile passo per arrivare alla pace».
Momento particolare è stato l’arrivo della lampada della pace. A consegnarla alla Diocesi di Latina, la referente della fondazione PerugiAssisi Gabriella Stramaccioni. Nel suo saluto ha esordito definendosi emozionata di essere a Latina: «Questo viaggio in giro per l’Italia sta dimostrando anche un’attenzione da parte dei cittadini più alta anche di quella che noi pensavamo, perché probabilmente il sentimento della pace è un sentimento diffuso che va alimentato e che va anche stimolato con azioni concrete, con anche dei momenti di riflessione, dei momenti di preghiera, dei momenti di attenzione. Quindi portare qui la lampada non è soltanto un gesto simbolico, pure importante, ma per noi, per la fondazione che sta girando l’Italia in più di cento città in questi mesi, significa proprio uno stimolo a fare di più, a fare di più per costruire percorsi di pace, cultura di pace, parole di pace in un periodo storico dove purtroppo il vento della guerra, delle guerre ormai è un vento che spira forte ogni mattina da ogni parte del mondo e quindi contrastare le guerre, le la rincorsa agli armamenti si fa a partire dalle proprie comunità, a partire dalle piccole anche comunità che possono veramente impegnarsi, ognuna a partire da appunto dal proprio piccolo gesto quotidiano».
Assente il vescovo di Latina monsignor Mariano Crociata, all’estero per motivi pastorali, al suo posto la lampada è stata ricevuta dal Vicario generale don Enrico Scaccia, il quale ha portato il saluto e il ringraziamento del Vescovo per l’impegno a portare avanti tutti insieme il valore della pace. L’iniziativa della Lampada è stata anche l’occasione per ritrovarsi insieme ad altri riti cattolici, chiese ortodosse e protestanti, fedi non cristiane presenti nel territorio pontino con cui la Diocesi di Latina ha sempre intessuto un forte dialogo.
Poi, quando si parla di pace, i tempi attuali – lo ha ricordato proprio Mirabello all’inizio – portano a luoghi lontani ma ormai familiari grazie alle cronache di guerra. Lo ha ricordato don Svyatoslav Tytuliak, pastore e punto di riferimento dellacomunità cattolica ucraina di rito greco-bizantino a Latina. Letto anche un saluto dalla Comunità monastica Al-Khalil di Deir Mar Musa, quella fondata in Siria da padre Paolo Dall’Oglio, che ha un suo monastero a Cori, il cui carisma è quello di costruire l’armonia tra cristiani e musulmani. Un saluto è arrivato poi anche da padre Ioan Botea, prete ortodosso pastore della comunità romena pontina. Un rappresentante della comunità islamica ha letto un messaggio inviato dal dottor Abdellah Massimo Cozzolino, segretario generale della Confederazione Islamica Italiana, che vive a Latina, e che si trovava fuori città. Sempre per un saluto e un ringraziamento per questa occasione di ritrovarsi insieme sul tema della pace è arrivato Sergio Lauretti, rappresentante dell’Istituto buddista italiano Soka Gakkai, e che appartiene a una loro comunità basata a Latina, cui è seguito quello dell’esponente pontino della fede Baha’i. Particolarmente apprezzato poi l’intervento di Angela Iantosca, giornalista pontina, che sulla pace e sta facendo conoscere il suo monologo «Disarmare. Voce del verbo amare. Ovvero spogliare l’Informazione delle armi».
Affinché la tappa della Lampada della Pace non sia un evento passeggero, Alessandro Mirabello ha presentato i “doni di pace”, cioè tre proposte rivolte alle realtà della Diocesi pontina. La prima consiste in linee guida per un progetto di “Educazione alla Cura per costruire Pace”, che dopo il 2 ottobre saranno consegnate, insieme alla Lampada, alle cinque Foranie diocesane perché siano diffuse in tutte le 81 Parrocchie.
La seconda riguarda il potenziamento del Convegno diocesano per la Pace, che si tiene ogni anno a gennaio e che si intende trasformare in una Giornata diocesana per la Pace, con attività formative e ricreative.
La terza è l’impegno a far conoscere la Marcia PerugiAssisi nel territorio pontino, così da promuovere la partecipazione all’evento attraverso un percorso di avvicinamento, in futuro ricordando anche la figura del compianto don Mario Sbarigia, storico parroco pontino (anche Vicario generale della Diocesi) che per anni ha partecipato alla marcia.
La serata è proseguita tra gli stand che hanno illustrato i vari temi e ambiti legati alla pace, come l’adesione Campagna Unesco per la Marcia della Pace PerugiAssisi. Gran finale poi con l’esibizione della “The Pax Band”, gruppo musicale formato da giovani scout della Diocesi di Latina.

