Ascoltando la guida che ha affascinato raccontando la costruzione della cattedrale “Santa Maria del Fiore”, si può capire come Grazia e Ingegno a Firenze hanno sempre camminato insieme, rendendo la città toscana una delle più affascinanti del mondo.
In questo tempo ristretto, ma denso, un gruppo di sacerdoti della Diocesi di Latina sono andati a vivere una esperienza culturale e di fraternità nei vicoli del centro storico di Firenze. I 17 preti diocesani sono arrivati nella struttura dei salesiani che li ha ospitati e il tempo di un pranzo defaticante dal viaggio si sono messi in cammino per le vie di Firenze arrivando alla Cattedrale “Santa Maria del Fiore” dove li aspettava la guida Giovanni Serafini, che facendoli sedere tra i primi banchi della Chiesa quasi del tutto deserta, ha raccontato le varie fasi della costruzione dell’imponente Cattedrale. Gli straordinari accorgimenti ingegneristici pensati per la sua costruzione hanno dialogato in maniera importante con la visione artistica e architettonica raccontando come la città sia stata sempre attenta alla bellezza del mostrare la propria fede in Dio e soprattutto all’intercessione della Beata Vergine Maria.
La visita, o meglio la catechesi sull’arte e fede, si è conclusa con la celebrazione eucaristica in cattedrale con l’assemblea formata da tanti fedeli sia fiorentini sia turisti stranieri. Dopo la visita, si è fatta una passeggiata per il centro storico di Firenze dove tra Piazza delle Signoria, Ponte Vecchio sono arrivati davanti alla bella Chiesa di Santa Croce.
La giornata successiva, iniziata condividendo la mensa eucaristica con la comunità dei salesiani, sono andati nella Basilica di Santa Maria Novella. Tramite la spiegazione del frate domenicano padre Manuel Russo, si è scoperta una Chiesa piena di storia e d’arte che racconta come la Firenze di un tempo considerava le Chiese centri di incontro e di dialogo per tutti. Infatti, la Chiesa era pensata divisa in due parti, una parte pensata per ospitare la gente, vera e propria piazza, luogo di incontro, e poi c’era la parte più vicina all’altare che si divideva diventando la parte più cultuale e riservata non solo al clero ma anche a celebrazione più importanti. La stessa intuizione si trova anche in Santa Maria del Fiore a testimoniare come Chiesa e vita pubblica nella Firenze storica spesso coincidevano.
Oltre a elencare gli innumerevoli grandi artisti e scienziati che sono passati tra le mura della Chiesa e del convento adiacente, il padre domenicano ha guidato il gruppo a scoprire anche una connessione con la diocesi: tramite la figura di San Tommaso d’Aquino. Oltre alla ovvia connessione con i domenicani, di cui Tommaso era professo, ha mostrato al gruppo e ai visitatori un affresco scoperto recentemente dietro una pala presente sulle pareti della chiesa che raffigura Tommaso nella sua prima lezione del dottorato, una delle prime rappresentazioni del santo patrono della nostra diocesi. E facendo un importante passaggio sotto il crocifisso del Brunelleschi e una visita agli armadi pieni di reliquiari, si è salutato il padre domenicano e si sono incamminati per il ritorno a Latina.
Marco Rocco

