XXXIV Giornata mondiale del Malato: «La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro»

Ieri mercoledì 11 febbraio, la comunità ecclesiale pontina ha celebrato la tradizionale XXXIV Giornata mondiale del Malato, dal titolo «La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro». L’Ufficio diocesano per la Pastorale della Salute, diretto dal diacono Pietro Caianiello, insieme alla Sottosezione diocesana di Latina dell’Unitalsi, ha organizzato la tradizionale celebrazione eucaristica, che è stata presieduta dal vescovo Mariano Crociata nella cattedrale di San Marco, a Latina. I primi partecipanti si sono ritrovati alle 16.30, per l’accoglienza, poi alle 16.45 è iniziata la recita del Rosario meditato cui è seguita la celebrazione dell’Adesione all’Unitalsi. Infine, alle 18.00 è iniziata la Santa Messa al cui termine vi è stata anche la tradizionale fiaccolata che contraddistingue questa celebrazione.

 Il vescovo Mariano Crociata nella sua omelia ha ricordato il valore della Giornata del Malato, che tra l’altro per tradizione viene festeggiata nel giorno della memoria liturgica della Madonna di Lourdes, così tanto cara ai malati. Proseguendo, ricollegandosi al messaggio di papa Leone XIV per questa Giornata, il Vescovo si è rivolto a coloro che hanno a che fare con il malato, non solo gli operatori sanitari e sociali ma anche i tanti che accudiscono un familiare nelle proprie abitazioni. «Spesso ci si accontenta di somministrare medicine o le giuste cure a una persona malata, e questo è importante», ha spiegato Crociata, «ma per coloro che guardano gli altri con gli occhi del Signore ci vuole la compassione, la misericordia. Il samaritano prima di tutto si immedesima nel ferito e non lo abbandona. Ecco, dobbiamo essere capaci di sentire il bisogno altrui».

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