Nuove regole in Diocesi, entrano in vigore gli Statuti per gli organismi di partecipazione

Lo scorso 11 gennaio, il vescovo Mariano Crociata firmato il decreto con cui sono entrati in vigore otto Statuti per gli Organismi di Partecipazione, diocesani e parrocchiali, che così verranno disciplinati nel dettaglio delle loro operatività.

Nello specifico si tratta di quelle strutture formate da presbiteri, religiosi e laici che “partecipano” alla comunione nella Chiesa fornendo il loro apporto consultivo al Vescovo o al Parroco, i quali presiedono sempre l’organismo del loro livello.

Nel dettaglio, gli Statuti riguardano: il Consiglio presbiterale diocesano, costituito da preti rappresentanti il clero diocesano e religioso operante in Diocesi, il quale «esprime e realizza l’unità del presbiterio con il Vescovo e ha il compito di aiutarlo nel governo della Diocesi, affinché venga promosso nel modo più efficace il bene pastorale della porzione di popolo di Dio a lui affidata». È anche chiamato il Senato del Vescovo, i componenti durano in carica cinque anni, il Vescovo ne richiede il parere negli affari di maggiore importanza.

Vi è poi il Consiglio Pastorale Diocesano, il quale è «lo strumento privilegiato indicato dal Concilio Vaticano II per realizzare la comunione nella Chiesa particolare come strumento di partecipazione, composto da presbiteri, diaconi, consacrati e soprattutto da laici che durano in carica cinque anni. Il suo compito è quello «di studiare, valutare e proporre conclusioni operative su quanto riguarda le attività pastorali della Diocesi», ma non relative allo stato delle persone fisiche, né quelle relative a nomine, rimozioni e trasferimenti.

Accanto a questi vi è il Consiglio Diocesano per gli Affari economici, i cui compiti fondamentali sono «collaborare con il Vescovo per una programmazione diocesana in materia economica, tenendo presenti non solo i beni della Diocesi, ma anche di tutte le persone giuridiche a lui soggette; dare, a norma del Diritto canonico, il proprio consenso o il proprio parere su atti amministrativi da compiersi dalla Diocesi o dalle persone giuridiche soggette al Vescovo».

Rispetto a questi ultimi due Consigli vi è anche un livello più locale. Così, vi è lo Statuto per il Consiglio Pastorale Parrocchiale che «come organismo di comunione, in continuità con gli orientamenti pastorali diocesani, svolge la missione di approfondire la conoscenza della realtà della parrocchia, riflettere sulle sue necessità ed elaborare un piano per la sua crescita di fede», formato da clero, religiosi e laici. Allo stesso modo, il Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici, che secondo statuto «esprime la partecipazione e la collaborazione dei fedeli con il Parroco nell’amministrazione dei beni della Parrocchia, con particolare riguardo ai profili tecnici, soprattutto giuridici ed economici, secondo le norme del diritto universale e particolare».

In ultimo, c’è uno Statuto per il Collegio dei Consultori, formato da presbiteri scelti dal Vescovo, che ha il compito «di coadiuvare il Vescovo nell’amministrazione dei beni della Diocesi e delle persone giuridiche a lui soggette, con particolare attenzione alle finalità pastorali dei beni ecclesiastici». Ma soprattutto ha il compito di governare la Diocesi in caso di sede vacante o impedita.

Per scaricare gli Statuti clicca QUI

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